Quanto vale la tua azienda? Scoprilo con Quantovale

Quantovale combina dati di mercato, esperienza M&A e tecnologia per offrire un primo range indicativo di valore e capire come il mercato potrebbe guardare il tuo business.

Quanto vale la tua azienda? Scoprilo con Quantovale

Nasce Quantovale, la nuova piattaforma proprietaria di Translink Corporate Finance. Un primo range indicativo di valore, il punto di vista del mercato M&A sul tuo settore e una lettura di ciò che potrebbe vedere un acquirente nella tua azienda.

Scopri come il mercato potrebbe valutare la tua azienda.

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Quanto vale la mia azienda?

È probabilmente una delle domande che un imprenditore si pone più spesso e alla quale, paradossalmente, è più difficile ottenere una risposta semplice.

Perché in M&A una risposta semplice non esiste.

Due aziende con lo stesso fatturato e lo stesso EBITDA possono avere valori molto diversi. Conta il settore, la crescita, la concentrazione dei clienti, il management, quanto l'azienda dipende ancora dal suo fondatore. E, soprattutto, conta chi potrebbe essere interessato ad acquistarla.

Per questo il valore di un'azienda non è il risultato di una formula. È il punto d'incontro fra numeri, caratteristiche dell'impresa e mercato. Da questa considerazione nasce Quantovale, la nuova piattaforma proprietaria sviluppata da Translink Corporate Finance.

Un punto di partenza, non un prezzo

L'obiettivo di Quantovale non è dirti a quale prezzo venderai la tua azienda. Nessuno potrebbe farlo seriamente senza conoscerla in profondità e senza sapere quali investitori parteciperanno a un eventuale processo.

L'obiettivo è diverso: permetterti di avere un primo riferimento ragionato, prima ancora di decidere se parlare con un advisor, aprire il capitale o intraprendere un percorso di vendita.

In circa due minuti, partendo dal sito della tua azienda e da pochi dati economici, Quantovale restituisce un range indicativo di Enteprise Value, ossia il valore dell’azienda prima di considerare debito finanziario e cassa, basato sul tuo settore e sul tuo modello di business. Ma il numero è soltanto l'inizio.

Non tutte le aziende con €2 milioni di EBITDA valgono allo stesso modo

Immaginiamo due aziende dello stesso settore, entrambe con €10 milioni di fatturato e €2 milioni di EBITDA.
La prima realizza il 50% dei ricavi con un singolo cliente, dipende fortemente dal fondatore e lavora prevalentemente su commessa.
La seconda ha una clientela molto diversificata, una quota significativa di ricavi ricorrenti e un management capace di gestire autonomamente il business.

I numeri a conto economico sono gli stessi. Un potenziale acquirente, però, non le guarderebbe nello stesso modo. Per questo QuantoVale non si limita ad applicare un multiplo all'EBITDA.

Dopo una prima stima, puoi affinare il risultato indicando alcuni dei fattori che normalmente entrano nella valutazione di un investitore: crescita, qualità e ricorrenza dei ricavi, marginalità, concentrazione della clientela e dipendenza dall'imprenditore. Il range si aggiorna di conseguenza.

È un passaggio importante perché introduce nella valutazione una domanda che riteniamo più utile di «quanto valgo?»: quali caratteristiche della mia azienda aumentano o riducono il suo valore agli occhi di un compratore?

Il mercato conta almeno quanto i numeri

La valutazione di un'azienda non avviene nel vuoto.
Ci sono settori nei quali gruppi industriali e fondi stanno consolidando rapidamente il mercato. Altri in cui l'attività di M&A è più selettiva. Alcuni modelli di business attirano oggi acquirenti internazionali disposti a riconoscere valutazioni elevate; altri vengono analizzati con maggiore prudenza.

Quantovale nasce anche per portare questo contesto dentro la valutazione.
La piattaforma combina benchmark di mercato e informazioni sulle transazioni con l'esperienza maturata da Translink nelle operazioni M&A, differenziando le logiche di valutazione a seconda del settore, della dimensione e del modello di business.

Una società software con elevati ricavi ricorrenti non viene quindi valutata allo stesso modo di un produttore industriale. E all'interno dello stesso comparto, aziende con caratteristiche differenti possono posizionarsi in punti diversi della medesima banda di mercato.
È la differenza fra applicare una formula e provare a leggere un'azienda come farebbe il mercato.

E poi c'è la domanda che viene subito dopo: chi potrebbe comprarla?

Conoscere un possibile range di valore è utile. Capire come verrebbe percepita l'azienda da un potenziale acquirente lo è ancora di più.
Per questo Quantovale genera anche una prima lettura dedicata a ciò che un buyer potrebbe vedere nel business: quali tipologie di acquirenti sono più naturali per quel settore, quali elementi possono sostenere la valutazione e quale criticità potrebbe invece diventare centrale in un processo di vendita.

A questa analisi si aggiungono alcune delle operazioni concluse da Translink maggiormente pertinenti al settore dell'azienda. L'obiettivo è dare un contesto concreto al risultato: non soltanto «potresti valere fra X e Y», ma «questo è il mercato nel quale ti stai muovendo».

Dove entra l'intelligenza artificiale

Anche l'intelligenza artificiale ha un ruolo importante in Quantovale.
La utilizziamo per riconoscere e classificare l'attività dell'azienda partendo dal suo sito, per organizzare rapidamente le informazioni e per rendere più pertinente la lettura che accompagna il risultato.

Ma abbiamo scelto deliberatamente di non costruire un sistema nel quale sia l'AI a «decidere» quanto vale un'azienda. La tecnologia può processare informazioni molto più velocemente di quanto fosse possibile in passato. Può identificare pattern, classificare business e rendere utilizzabile un patrimonio di dati sempre più ampio.

Non può però conoscere in anticipo le sinergie che uno specifico acquirente vedrà nell'azienda. Non può ricreare la tensione competitiva di un processo di vendita. Non può valutare completamente la qualità del management dopo averlo incontrato.

Ed è esattamente per questo che Quantovale restituisce un range indicativo e non un prezzo. La tecnologia rende più accessibile il primo livello di analisi. L'esperienza M&A rimane necessaria quando dalla curiosità si passa a una decisione reale.

Enterprise Value non significa necessariamente quanto incasserai

C'è poi un'altra distinzione che spesso emerge soltanto quando una trattativa è già iniziata.
Il valore dell'azienda e quanto resta agli azionisti non sono necessariamente la stessa cosa.

Quantovale parte dall'Enterprise Value, cioè dal valore dell'attività operativa. Se vuoi andare oltre, puoi inserire debito finanziario e cassa per arrivare a una prima indicazione dell'Equity Value e, se possiedi soltanto una parte del capitale, del valore teorico della tua partecipazione.

Anche in questo caso si tratta di una semplificazione: una transazione reale richiede di considerare capitale circolante, struttura dell'operazione, eventuali earn-out e numerosi altri elementi.

Ma capire la differenza prima di sedersi a un tavolo negoziale è già un buon punto di partenza.

Perché abbiamo creato Quantovale

Lavorando con imprenditori che vendono aziende, ci siamo accorti di una cosa.

Molto spesso la prima vera riflessione sul valore avviene troppo tardi: quando è arrivata un'offerta, quando un fondo ha bussato alla porta o quando il passaggio generazionale è diventato urgente.

Noi crediamo che dovrebbe avvenire prima.
Capire oggi come il mercato potrebbe guardare la propria azienda permette di fare qualcosa che una valutazione effettuata alla vigilia della vendita non consente più di fare: cambiare l'azienda.

Ridurre la concentrazione clienti. Costruire un management più autonomo. Aumentare la quota di ricavi ricorrenti. Migliorare la marginalità. Rendere il business meno dipendente dall'imprenditore.

Sono decisioni che possono richiedere anni, ma che possono cambiare significativamente il modo in cui un acquirente valuterà l'impresa domani.

Quantovale nasce quindi da un'ambizione molto semplice: anticipare quella conversazione.
Permettere all'imprenditore di avere un primo riferimento, comprendere quali domande si porrebbe un buyer e iniziare a ragionare sul valore della propria azienda senza che questo significhi necessariamente metterla in vendita.

Poi, se vorrà approfondire, potrà chiedere direttamente il punto di vista dello specialista Translink che segue il suo settore. Altrimenti, il risultato resterà semplicemente ciò che deve essere: un punto di partenza.